I REGISTI SPAGNOLI piU' FAMOSI

Quando si parla di cinema spagnolo non sono molti i nomi dei registi che vengono subito in mente, ma certamente i nomi più conosciuti sono quelli di Pedro Almodòvar, con le sue tante pellicole interpretate da Penelope Cruz. Il regista spagnolo oltre al famosissimo "Todo sobre mi madre", ha scritto e diretto film come Volver, o "La Mala Education", entrambi con grande successo di pubblico e critica. Il suo ultimo capolavoro si chiama "Los abrazos rotos", Almodòvar è certamente un regista complesso e molto controverso, considerato da molti un maestro, è visto in malo modo da altra critica. I suoi prodotti affrontano tematiche dure e particolari e non sempre la cosa più importante è la tecnica di ripresa, molto spesso la storia prende il sopravvento sulle inquadrature che passano con indifferenza in secondo piano. Per gli amanti dei grandi virtuosismi di macchina da presa non è certamente un regista interessante.

Il secondo nome che può venire in mente è ovviamente quello del maestro per antonomasia del cinema spagnolo, Luis Bunuel, capace di dirigere film come "El Angel Esterminador", il cui titolo certamente può forviare, ma è un film che porta al suo interno dei significati incredibili. Un film come "Cet obscur objet du désir" diventa una storia affascinante ed incredibile che solo un grande maestro può raccontare in questo modo, nel 1969 scrive e dirige "La voie lactée" un viaggio tra filosofia e religione. Dopo il 1977 smette di dirigere film e si dedica solo alla scrittura, la sua fama è ormai intramontabile anche se i successi dei film che scrive non sono paragonabili a quelli dei film che ha girato.

Dopo due mostri sacri del cinema iberico non si può non citare i grandi registi emergenti come Rodrigo Cortes e i suoi film di contestazione nei confronti del sistema, nel 2007 esce "El Concursante", ma la sua proiezione è però limitata a pochissimi paesi. Viene proiettato solo in qualche festival del cinema nonostante il prodotto sia un film molto bello, ma la tematica molto forte lo rende un prodotto non apprezzato dal sistema. Nel 2010 si ripete con un altro film di denuncia, molto più "soft" come "Buried" che riscuote però buon successo nonostante sia girato tutto all'interno di una cassa da morto. Questa volta viene proiettato in tutto il mondo. Un altro regista molto importante è certamente Jaume Belaguerò che con le sue visioni molto cupe da vita ad un genere cinematografico a metà tra l'horror giapponese e il thriller. Titoli imperdibili come "Fragile", "Los sin nombre", "Darkness", "REC" e "REC 2" sono per gli amanti del genere delle chicche innovative incredibili e in ogni caso film imperdibili per chiunque ami il cinema.